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12/03/2014

Il contesto

L’ambito territoriale dei 28 Comuni afferenti al servizio, che nel complesso contano circa 130.000 abitanti, è caratterizzato da una struttura insediativa diffusa, formata principalmente da centri urbani di piccole dimensioni, collinari e montani, e da due centri di maggiore dimensione lungo la costa (Cefalù; Termini Imerese).

Si tratta di un territorio reattivo alla molteplicità di sollecitazioni, non sempre caratterizzate da coerenza e continuità, offerte dai livelli comunitari, nazionali e regionali al livello locale. Un territorio che ha sperimentato, negli ultimi 20 e più anni, una pluralità di pratiche di programmazione e gestione con assetti e confini variabili, ma che negli ultimi anni mostra uno sforzo di consolidamento in particolare nell’ambito dell’esperienza della Città a Rete Madonie-Termini.

Attivo formalmente dal 2009, il progetto Città a Rete è preesistente e ha consentito di gestire iniziative di rilievo per i Comuni del territorio: in particolare infrastrutture, ma anche attività di progettazione congiunta quali l’attivazione di uno Sportello Unico per le Attività Produttive, un progetto di mense scolastiche a km zero, la creazione di un parco fotovoltaico diffuso e l’avvio dell’acquisto congiunto di energia elettrica.

Per descrivere il ruolo e la missione della Città a Rete in questo panorama, sembra molto calzante la metafora del “governo della frammentazione” sollecitata da Bruno Dente già dalla metà degli anni Ottanta[1].

In questa zona è stata infatti promossa una vasta gamma di progetti intercomunali e iniziative di programmazione integrata. Tra i principali, a partire dagli anni novanta, vi sono stati: il Patto territoriale delle Madonie (1996/97); il Gal ISC Madonie del programma Leader II (1998); il Patto territoriale per l'Agricoltura delle Madonie (2000); il Prusst “Catena settentrionale dei monti delle Madonie” (2001); il PIT “Sistema turistico integrato diffuso delle Madonie” (2002); il PIT “Reti Madonie” (2003), il PIR (progetto integrato regionale) “Sviluppo Locale” (2006), nell’ambito del quale è stata promossa la Coalizione territoriale quale forma associativa tra Enti Locali che si avvalgono strumentalmente dei soggetti già operanti nella gestione/attuazione degli strumenti di progettazione locale (come Uffici Unici PIT, Agenzie Locali, Gal…).

L'istituzione del Parco delle Madonie, avvenuta già alla fine degli anni Ottanta, fa da cornice alle esperienze di questo primo decennio di programmazione complessa.

Durante il periodo di programmazione appena conclusa, l’area ha visto nascere nuove forme di coordinamento, come il Distretto Culturale delle Madonie (2007), il Distretto delle carni bovine delle aree interne della Sicilia (2007), il GAL Madonie (2010), il Distretto turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e di Himera (2011), il Gruppo Azione Costiera Golfo di Termini Imerese (2013) e il PIST Città a Rete Madonie-Termini (2009). Quest’ultimo è stato promosso da una Coalizione territoriale alla quale aderiscono i 28 Comuni della zona, l’Ente Parco delle Madonie, la Provincia Regionale di Palermo ed un partenariato pubblico-privato[2], e gestito tramite una convenzione[3] sottoscritta dai partner nel corso del 2009 per la definizione del modello di gestione e della relativa struttura di governance territoriale.

Nel coordinamento dei diversi strumenti di programmazione, un ruolo centrale è stato svolto da due società di sviluppo territoriale:

  • la So.svi.ma s.p.a. (Società per lo sviluppo delle Madonie) nata nel 1997 - di cui sono soci 22 comuni delle Madonie, l’Ente parco ed altri soggetti pubblici e privati- e successivamente trasformata in Agenzia di sviluppo locale[4];
  • Imera Sviluppo 2010, società consortile costituita nell’aprile del 2006 e composta da sei Comuni dell’area dell’imerese. La società si pone l’obiettivo di perseguire lo sviluppo economico, sociale e civile dell’area in cui sono localizzati i soci, svolgendo un ruolo di promozione e attivazione delle capacità progettuali a livello del sistema locale.

Oltre alle forme associative legate ad iniziative di sviluppo territoriale, la maggior parte dei Comuni aderenti alla Città a Rete Madonie-Termini partecipa a varie forme di aggregazione sovra o inter comunale: tra queste vi sono, come detto all’inizio, sette Unioni di Comuni (che raccolgono 19 dei 28 Comuni della Città a Rete), tre Distretti Socio-Sanitari[5], 4 Sistemi Culturali Locali (SCL)[6], il Distretto turistico “Cefalù, Parchi delle Madonie e Himera”, il Centro Servizi Territoriale “Innovazione e Sviluppo” (2009) oltre che consorzi (oggi in liquidazione) e società per la gestione di servizi come i rifiuti, all’interno di ambiti territoriali ottimali. Tutti i Comuni aderenti alla Città a Rete fanno infine parte del Circondario del Tribunale di  Termini Imerese. La tabella 1 riporta alcune delle principali aggregazioni del territorio.

Si configura, quindi, un quadro complesso che può essere schematicamente rappresentato in due livelli:

  • il quadro della Città a Rete, riferimento delle politiche di sviluppo territoriale dei comuni dell’area e di svariati progetti congiunti,
  • il quadro delle politiche e dei servizi di livello locale, realizzati in modo autonomo dai singoli enti  se pure, anche in questo caso, con molteplici soluzioni integrate di gestione.

È questo il contesto in cui si situa il progetto Città a Rete. Trasparenza e legalità, che ha l’obiettivo di realizzare i bilanci di responsabilità sociale e il Patto per la sicurezza per i 28 Comuni dell’area.

 

 


[1] Bruno Dente, Governare la frammentazione: Stato, regioni ed enti locali in Italia. Il Mulino, 1985.

[2] Quest’ultimo è composto dalle società di sviluppo SOSVIMA (in qualità di coordinatore tecnico) e ISMERA SVILUPPO, il GAL ISC Madonie, la Banca di Credito Cooperativo “San Giuseppe”, la Banca di Credito Cooperativo “Mutuo Soccorso”, Confcooperative Unione Provinciale di Palermo, Fare ambiente coordinamento regionale Sicilia, Confederazione Italiana agricoltori Palermo e Confindustria Palermo

[3] Ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs 267/2000 e dell’art. 1 lett. e della L.R. 48/91.

[4] Tra le attività di governance promosse dalla So.svi.ma ci sono, ad esempio, la creazione dello Sportello Unico delle Attività Produttive, il Sistema Informativo Territoriale delle Madonie e il Portale unico dei comuni del comprensorio.

[5] Le infrastrutturazioni più rilevanti dei tre Distretti socio sanitari possono essere identificati nei presidi Ospedalieri di Cefalù, Termini Imerese e Petralia Sottana

[6] Madonita, Cefaludese, Termini Imerese ed Imerese


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